Monday, June 07, 2004

Miles Runs The Voodoo Down



19 Agosto 1969. Il giorno dopo la fine del Festival di Woodstock, Miles Davis convoca alcuni musicisti nello Studio B della Columbia Records, a New York City. Per tre giorni una band composta da alcuni dei migliori musicisti del giro jazz del periodo (Miles alla tromba, Wayne Shorter al sax soprano, Bennie Maupin al clarinetto, Joe Zawinul, Larry Young e Chick Corea al piano elettrico, John McLaughlin alla chitarra, Dave Holland e Harvey Brooks al basso e contrabbasso, Lenny White, Jack DeJohnette e Don Alias alla batteria e Jumma Santos alle percussioni) registra una serie di improvvisazioni, dando vita a uno dei dischi definitivi del ventesimo secolo. "Bitches Brew', summa del cosidetto periodo elettrico di Davis, generalmente riconosciuto come l'album che ha abbattuto le barriere tra jazz e rock, è soprattutto un grandissimo disco di groove psichedelico. Qui, come nel primo album solista di David Crosby (dello stesso periodo), la musica diventa assoluta, irragiungibile. Impossibile non rimaere affascinati dall'energia e dalla coesione con cui questi tredici musicisti hanno suonato insieme per tre giorni, sotto la direzione del genio di Miles. Pharaoh's Dance, Bitches Brew, Spanish Key, John McLaughlin, Miles Runs The Voodoo Down, Sanctuary. Sei "pezzi" di musica che allargano la percezione, esaltano i sensi e ci dicono che la musica appartiene ad un altra dimensione. Biches Brew è un'oceano di suono.

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