Tuesday, March 30, 2004

Mercy, mercy me



1 Aprile 2004. Vent’anni esatti dalla morte di Marvin Gaye, la più grande voce nera di tutti i tempi, e uno degli artisti più sensibili della musica degli anni ’60 e ’70. Gaye venne ucciso il 1 aprile 1984 nella sua casa di Los Angeles dal padre (Marvin Gay sr.), che lo colpì mortalmente con due colpi di pistola – la tragica fine di un conflitto durato ininterrottamente per tutta l’esistenza del cantante. Avrebbe compiuto 45 anni il giorno seguente. L’arma apparteneva allo stesso Gaye, che negli ultimi anni di vita era sprofondato in un abisso di depressione e paranoia causato soprattutto dell’abuso di cocaina. David Ritz, il suo più autorevole biografo, ha intitolato il suo libro sulla vita di Gaye “divided soul” – e Marvin era davvero un’anima divisa tra peccato e redenzione, sesso e religione, desiderio di autodistruzione e ricerca spirituale. Nel 1971, dopo anni spesi come il “principe della Motown”, l’etichetta di punta della musica nera popolare degli anni ’60, pubblicò “What’s Goin On”, un disco rivoluzionario per l’epoca e un capolavoro della musica di tutti i tempi. Berry Gordy, boss dell’etichetta, lo definì “il più brutto disco che abbia mai ascoltato”. Noi, insieme a “Fun House” degli Stooges, lo definiamo il più grande album di tutti i tempi.“We can conquer hate forever, yes we can”.

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