Friday, October 31, 2003

Go Uma Go!



Per chi se lo fosse chiesto: qual’è la canzone che accompagna una delle scene più topiche del grandioso Kill Bill di Quentin Tarantino, quella in cui la sposa Uma Thurman cerca di raggiungere la Pussy Wagon su una sedia a rotelle, nel parcheggio sotterraneo dell’ospedale in cui è rimasta in coma per quattro anni? E’ “Truck Turner” di Isaac Hayes, già colonna sonora del film omonimo del 1974, uno degli score realizzati dal grande musicista negli anni ’70. Un brano fulminante, una specie di “Shaft” sparato a velocità inaudita, condito dai consueti elementi tipici della musica di Hayes: chitarra wah wah languida e psichedelica, ritmica che pulsa sul charleston, orchestrazioni epiche, la voce suadente di Isaac accompagnata da cori femminili e sensuali. Tarantino aveva già riciclato un altro capolavoro della musica blaxploitation nel precedente “Jackie Brown”, quella “Across 110th Street” scritta da Bobby Womack che dava il titolo ad un film poliziesco del 1973 e che in “Jackie” apriva e chiudeva il film, in entrambi i casi accompagnando Pam Grier su due “scene” particolarmente significative per la storia del personaggio. Ma l’accostamento musicale più azzardato e riuscito del primo volume di Kill Bill è, naturalmente, quello del duello finale tra la Thurman e Lucy Liu, sulle note della versione extended di Don’t let me be misunderstood dei Santa Esmeralda, anno di grazia 1977. Mitico Quentin.

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