Monday, October 20, 2003

The beat goes on and on

La disco music non è più un tabù da molto tempo – e allora rendiamo degno omaggio alla Salsoul Records, l’etichetta che nel giro di dieci anni ha letteralmente ridisegnato i confini della musica da ballare. Fondata nel 1974 dai fratelli Joe, Ken e Stanley Cayre, la Salsoul è la label per eccellenza della golden age della disco – la prima a diffondere il formato “extended” dei dodici pollici da discoteca e ad ospitare remix creativi dei propri brani, spesso ad opera di veri e propri artisti della consolle come Larry Levan o Walter Gibbons (le rispettive versioni di Ain’t No Mountain High Enough degli Inner Life e Ten Percent dei Double Exposure sono dei capolavori). Uno di quei rari esempi, nel mondo della musica popolare moderna, di capacità manageriale, spirito di indipendenza e voglia di trascendere i generi musicali – i dischi della Salsoul sono anche un bel ricettacolo di influenze di stili e attitudini, dai ritmi latini e caraibici ai primi vagiti della electro-wave anni ’80 – e oltre, fino al garage e alla house della fine degli anni ’80 (“Ride on Time”, il singolo spaccaclassifiche degli italiani Black Box, fu costruito a partire da un campione vocale dell’immensa Love Sensation di Loleatta Halloway, la vera regina della disco dell’epoca, naturalmente pubblicato dalla Salsoul – la cantante, per inciso, non ricevette nemmeno un dollaro di royalties per l’appropriazione indebita). Alcune delle cose più belle della Salsoul sono state ripubblicate nei due volumi della collana Classic Mastercuts all’inizio degli anni ’90. In queste fredde e piovose giornate autunnali, non c’è niente di meglio per risollevare lo spirito.

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