Tuesday, March 14, 2006

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Tuesday, December 07, 2004

Senza parole
Visto su Canal Jimmy "Wattstax", il film sulla "Woodstcock nera" che documenta il grande concerto organizzato dall'etichetta Stax nel 1973 presentato dal reverendo Jesse Jackson. Oltre alla parata incredibile di star della black music dell'epoca - su tutti un'incredibile Isaac Hayes, ma anche la sua backing band, i Bar Kays - il momento più impressionante è la messa gospel in cui il trio femminile delle Emotions propone una versione incredibilmente commovente di "Peace Be Still", con gente che piange e sviene. Folgorante, da lasciare senza parole.

Thursday, November 11, 2004

Gli anni Settanta? Sì, grazie.



Against the Seventies, cantava Eddie Vedder in un mitico brano di Mike Watt di qualche anno fa. Eppure gli anni Settanta, musicalmente parlando, sono stati un decennio di grandissime innovazioni e sperimentazioni. Come dimostra il periodo elettrico dell'immenso Miles Davis, i cui album dal '69 al '73 non hanno smesso di girare nel lettore nei mesi scorsi: difficile non farsi conquistare dalla bellezza pura e cristallina di In A Silent Way, dalla fisicità rock di A Tribute To Jack Johnson, e dal mantra funk di On The Corner (per non citare le Bitches Brew Sessions). Nello stesso periodo, la confraternita freak teutonica dei Can fondava nei primi quattro, strepitosi album (1969-72) i modelli del rock alternativo dei trent'anni successivi, ponendo le basi del suono di Sonic Youth, Blonde Redhead, Primal Scream, dEUS, Motorpsycho, e tanti altri. Mother Sky (da Soundtracks, 1970) è forse il miglior brano rock di tutti i tempi. Farsi sfuggire le splendide ristampe appena pubblicate sarebbe un delitto contro la storia e contro se stessi.

Thursday, June 10, 2004

The Boys Are Back In Town



Sabato 10 Luglio al Parco della Pellerina di Torino l'unico concerto italiano dei riformati Iggy and the Stooges. A trent'anni dallo scioglimento, Iggy e i fratelli Ron e Scott Asheton - la più grande rock 'n' roll band di tutti i tempi - tornano insieme per un set che si preannuncia infuocato, almeno a giudicare dalle immagini della reunion di Detroit dello scorso anno, ora nel DVD prodotto dalla storica testata Creem. Ad accompagnare i tre, e in sostituzione del primo bassista Dave Alexander, Mike Watt, fan di lunga data della band, che - come dice il mio amico Ferruccio Quercetti dei CUT - "non ci poteva credere". E nemmeno noi. In attesa della loro venuta, rileggiamo il lungo articolo di Lester Bangs che Creem pubblicò tra il dicembre 1970 e il gennaio 1971, degna celebrazione del loro secondo, immenso album "Funhouse".

Wednesday, June 09, 2004

Sucking In The Seventies



L'Italia dei primi anni Settanta non era solo un calderone in ebollizione di rivolta politica e contestazione, pericolosamente vacillante verso la rivolta armata. E' stato anche uno dei periodi più belli per la sperimentazione musicale, tanto è vero che un personaggio come John Cage, padre del minimalismo, trovò proprio in Italia, con la Cramps Records, interlocutori sensibili e attenti. Proprio a quegli anni si riferisce la doppia antologia di Franco Battiato "Gli anni Settanta" (Ricordi, 2CD, 12 euro circa a Media World). E' il Battiato più legato alla sperimentazione e all'elettronica d'avangurdia, quello che in un paio di brani del 1971-72 anticipa di alcuni mesi le intuizioni dei Pink Floyd di "Speak to Me" e "On the Run" (da "Dark Side of the Moon", 1973, in particolare per l'utilizzo del synth VCS3) e di alcuni anni, addirittura, la paranoia minimalista dei Public Image Ltd di "Metal Box" (sentire la parte suonata di "Beta"). Nel primo cd, brani tratti dagli album pubblicati dalla Bla Bla nel 1971-75 (dagli album Fetus, Pollution, Sulle corde di Aries e Clic); nel secondo, quattro lunghe composizioni strumentali, 'quadri' per pianoforte (tra i quindici e i venti minuti ognuno) dagli album del periodo Ricordi 1977-78, quello antecedente la svolta "pop" dell'"Era del cinghiale bianco" (e il passaggio alla EMI). Impossibile pensare oggi a una major che pubblichi roba di questo tipo. E visto che siamo in tema di anni Settanta, vale la pena segnalare la bella colonna sonora composta da Morgan dei Bluvertigo per l'ultimo film di Alex Infascelli, "Il siero della vanità": anche qui synth e orchestrazioni a non finire, moog e ARP, per una suite molto suggestiva che vive anche al di là dello schermo (ma che, viceversa, dà moltissima forza alle immagini).

Monday, June 07, 2004

Miles Runs The Voodoo Down



19 Agosto 1969. Il giorno dopo la fine del Festival di Woodstock, Miles Davis convoca alcuni musicisti nello Studio B della Columbia Records, a New York City. Per tre giorni una band composta da alcuni dei migliori musicisti del giro jazz del periodo (Miles alla tromba, Wayne Shorter al sax soprano, Bennie Maupin al clarinetto, Joe Zawinul, Larry Young e Chick Corea al piano elettrico, John McLaughlin alla chitarra, Dave Holland e Harvey Brooks al basso e contrabbasso, Lenny White, Jack DeJohnette e Don Alias alla batteria e Jumma Santos alle percussioni) registra una serie di improvvisazioni, dando vita a uno dei dischi definitivi del ventesimo secolo. "Bitches Brew', summa del cosidetto periodo elettrico di Davis, generalmente riconosciuto come l'album che ha abbattuto le barriere tra jazz e rock, è soprattutto un grandissimo disco di groove psichedelico. Qui, come nel primo album solista di David Crosby (dello stesso periodo), la musica diventa assoluta, irragiungibile. Impossibile non rimaere affascinati dall'energia e dalla coesione con cui questi tredici musicisti hanno suonato insieme per tre giorni, sotto la direzione del genio di Miles. Pharaoh's Dance, Bitches Brew, Spanish Key, John McLaughlin, Miles Runs The Voodoo Down, Sanctuary. Sei "pezzi" di musica che allargano la percezione, esaltano i sensi e ci dicono che la musica appartiene ad un altra dimensione. Biches Brew è un'oceano di suono.

Friday, May 28, 2004

La radio del funk



Da Montreal, Canada, la radio del funk. We Funk Radio trasmette in broadcast su Internet, ed è una gioia per le orecchie. Scalette alternate di venti/trenta brani, tutti mixati e senza parole. Dal funk all'hip hop. Sul sito della radio, le scalette dei programmi, che si possono pure scaricare (gratis) o farsi spedire a casa su cd (a modico prezzo). We Funk!